«Ho cominciato con tre timbri dopo il Giappone e il Portogallo. Adesso ne ho nove sul bracciale oro. Non mi aspettavo questa qualità da un brand che non conoscevo.»
Chiara M.
Non volevamo
un altro ciondolo.
Volevamo una cosa sola: qualcosa da portare addosso che tenesse il conto dei posti in cui siamo stati davvero.
Portamondo è nato da un problema banale e da una convinzione precisa. Il problema è che dei viaggi non resta quasi niente che si possa toccare. La convinzione è che un oggetto che si compra e basta non racconta nulla — mentre uno che si guadagna, sì.

Da dove siamo partiti
Alessandro è partito con uno zaino e un biglietto di sola andata. Doveva essere un anno. Sono passati più di venti Paesi e a casa non è più tornato.
Dopo il decimo Paese non si ricordava più l’ordine. Le foto restavano nel telefono, dove nessuno le riguarda. I souvenir finivano in una scatola, che è il posto in cui i souvenir vanno a morire. E ogni volta che qualcuno gli chiedeva dove fosse stato, si accorgeva di dimenticarne metà.
Cercava una cosa sola: un oggetto da portare addosso che tenesse il conto al posto suo. Non l’ha trovata. Quello che c’era in giro era o un ciondolo qualunque, uguale per tutti, oppure un souvenir comprato l’ultimo giorno nello stesso negozio in cui lo compra chiunque scenda da quell’aereo.
Da lì è nato Portamondo.
“Ogni volta che qualcuno mi chiedeva dove ero stato, finivo per elencare Paesi a memoria e dimenticarne metà. Volevo qualcosa che rispondesse al posto mio.”
AlessandroFondatore
Gli altri ciondoli si scelgono.
Questi si guadagnano.
Un ciondolo “Parigi” lo compra chiunque, anche chi a Parigi non c’è mai stato. Proprio per questo non dice niente di chi lo porta, e proprio per questo ce l’hanno tutti uguale.
Un timbro senza il viaggio dietro è vuoto, e chi lo indossa lo sa. È l’unica regola che abbiamo, e non c’è modo di farla rispettare: funziona perché te la imponi da solo.
Ne viene una conseguenza che ci piace: due Portamondo non possono essere identici, perché non esistono due vite identiche. La differenza non è una promessa di marketing. È come è fatto l’oggetto.
Come è fatto
I timbri sono in acciaio inossidabile 316L, lo stesso usato per i piercing. Non annerisce, non si scolorisce, non lascia il verde sulla pelle. È una scelta che conta più di quanto sembri: in Italia la sensibilità al nichel è molto più diffusa che nel resto d’Europa, e un ciondolo che dopo tre settimane diventa nero smette di essere un ricordo.
Il portachiavi è in pelle vera, con la ferramenta in ottone brunito. Dopo qualche mese si scurisce e prende la forma della tasca in cui vive.
Il moschettone si apre e si chiude a mano, senza attrezzi. È voluto: il supporto lo compri una volta sola, e ci torni dopo ogni viaggio.

Chi c’è dietro
Un’azienda vera, con un indirizzo vero e qualcuno che risponde alle email.
- Ragione socialeEcom Asca Enterprises LLC
- Sedevia tevere 9, nogarole rocca, vr, italia
- Emailsupporto@portamondo.it
- Consegna3-4 giorni lavorativi, tracciata
- ResoEntro 14 giorni dalla consegna
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